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Gli accordi di 4 marzo 1943 di Lucio Dalla

Gli accordi di 4 marzo 1943 di Lucio Dalla per chitarra.
La prima storica esecuzione di 4 marzo 1943 risale al Festival di Sanremo del 1971: Lucio Dalla col basco, il violinista Renzo Fontanella e i Cantori Moderni di Alessandroni.
“Il testo è di Paola Pallottino, all’epoca operatrice nel mondo della pubblicità e poetessa dilettante, poi professoressa universitaria. Il titolo è la vera data di nascita di Lucio Dalla, ma la vicenda non è assolutamente autobiografica.” – Da Musica e Memoria di Alberto Truffi
Una canzone che, a rigore, non avrebbe bisogno di nessuna presentazione; probabilmente è nel novero delle dieci canzoni italiane più note (e più belle) di tutti i tempi. Con il testo scritto da Paola Pallottino, figlia del più famoso etruscologo italiano e poi divenuta docente di storia dell’illustrazione al DAMS di Bologna, la canzone arrivò terza al festival di Sanremo del 1971 ed è conosciuta in tre versioni: quella “ufficiale” (censurata, anche nel titolo), quella originale (che si intitolava Gesù Bambino), e quella presentata durante il leggendario tour “Banana republic” con Francesco De Gregori.

INTRO ACCORDI: Do  Lam  Do

     Do                                       Sol7
Dice che era un bell'uomo e veniva, veniva dal mare
                                      Do
parlava un'altra lingua, però sapeva amare
                                                   Sol7
e quel giorno lui prese a mia madre, sopra un bel prato
                                    Do      Lam  Do
l'ora più dolce, prima d'essere ammazzato.
      Do                                        Sol7
Cosìlei restò sola nella stanza, la stanza sul porto
                                     Do
con l'unico vestito, ogni giorno più corto
                                           Sol7
e benché non sapesse il nome e neppure il paese
                                                Do    Lam  Do
mi aspettò come un dono d'amore, fino dal primo mese.
   Do                                   Sol7
Compiva sedici anni, quel giorno la mia mamma
                                       Do
le strofe di taverna, le cantò a ninna nanna
                                              Sol7
e stringendomi al petto che sapeva, sapeva di mare
                                         Do      Lam  Do
giocava a far la donna, col bambino da fasciare.
  Reb                              Lab7
E forse fu per gioco, e forse per amore
                                     Reb
che mi volle chiamare, come Nostro Signore
                                                Lab7
della sua breve vita il ricordo, il ricordo più grosso
                                        Reb
è tutto in questo nome, che io mi porto addosso
                                         Lab7
e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino
                                        Reb
per la gente del porto mi chiamo, Gesù Bambino
                                         Lab7
e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino
                                        Reb   Sibm  Reb
per la gente del porto mi chiamo, Gesù Bambino

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